FABIO MOSCA: un ricordo

E’ morto nella sua Trieste Fabio Mosca. Lo ricordiamo attivo in via Conchetta 18 a Milano nei primi anni dopo l’occupazione dello stabile. Aveva portato nella casa occupata il suo mitico ciclostile mettendolo a disposizione della collettività.

Riportiamo dal libro “Abbattere le mura del cielo” alcune pagine che lo riguardano:

“[…] Da segnalare in questo periodo di intensa attività sindacale [1975-76] anche l’esistenza di un attivo Sindacato autonomo di base (SAB), animato dall’anarchico Fabio Mosca tra i lavoratori della RAI di Milano, organismo che sarà oggetto di numerose provocazioni e atti repressivi da parte della direzione aziendale e dei sindacati confederali.

Il 16 aprile 1975 alla notizia dell’uccisione di Claudio Varalli per mano fascista il SAB proclama uno sciopero immediato “malgrado l’ostilità dei sindacalisti partitici un centinaio di lavoratori rispondevano all’appello entrando in sciopero dalle undici fino alla fine dei turni, mentre le addette alla mensa e al servizio bar rispondevano all’unanimità” ne seguono violente polemiche con il consiglio d’azienda (CGIL-CISL-UIL), che tenta di sabotare l’agitazione.

Le proteste dei lavoratori obbligano la direzione a concedere tre ore di permesso retribuito ad una delegazione di lavoratori per recarsi ai funerali di Zibecchi (ucciso il 17 dalla polizia), ma anche qui “il consiglio d’azienda si opponeva alla presenza di una delegazione del SAB ! L’indignazione degli stessi lavoratori ancora aderenti alle confederazioni sindacal-partitiche costringeva gli incalliti burocrati a desistere dal loro atteggiamento”1.

Lo ricordiamo con affetto.

un ricordo su “Umanità Nova”

NOTE

1 Fabio, Milano – alla RAI. Sciopero spontaneo, Umanità Nova 3 maggio 1975; Al SAB il “Bollettino del Centro di documentazione anarchica” di Torino dedicherà un numero monografico, il n. 2 di febbraio 1976.